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Ambasciatore italiano ucciso in Congo: i troppi dubbi e quel tweet misterioso

Troppi gli interrogativi sull’ambasciatore italiano ucciso in Congo Luca Attanasio, del Carabiniere che lo scortava e dell’autista.

Cosa è accaduto davvero nella Repubblica democratica del Congo ai danni di nostri funzionari? Come al solito, appena si guarda oltre quella che è la semplice apparenza di un agguato come tanti in un paese ad alto rischio, si scopre che tante cose non tornano. E che forse quella morte poteva essere evitata.

Certo, stiamo parlando di una zona ad altissimo rischio. Qui sono attivi gli uomini del Fronte di Liberazione del Ruanda, ma anche diverse bande malavitose locali anche armate da noi europei. Oltretutto, nella stessa zona ci sono stati recenti tentativi di rapimento verso altri cittadini europei ma anche l’uccisione di 6 guide del Virunga National Park lo scorso 10 gennaio.

Ma torniamo sul caso dell’ambasciatore italiano ucciso in Congo e vediamo cosa non torna.

Ambasciatore italiano ucciso in Congo: come sono andati i fatti

ambasciatore italiano ucciso in congo

A ricostruirli è Il Tempo, che riporta quanto asseriscono i servizi segreti.

In prossimità di Kibumba (località a Nord di Goma – provincia di Nord Kivu), l’Ambasciatore italiano a Kinshasa, Luca Attanasio e il Carabiniere Vittorio Iacovacci che lo scortava, nonché il loro autista, sono rimasti uccisi. Si trovavano a bordo di un autoveicolo che faceva parte di un convoglio di due automezzi non blindati del World Food Programme dell’Onu. Percorreva la strada che collega Goma a Rutshuru. Rocco Leone, Vice Capo del World Food Programme in RDC, è invece rimasto illeso.

A circa 25 Km dalla città di Goma, la prima autovettura sulla quale viaggiavano le vittime, è stata oggetto di colpi di arma da fuoco esplosi da un gruppo armato che avrebbe agito per rapinare il convoglio e/o sequestrare personale dell’Onu. Dopo aver ucciso l’autista, gli assalitori hanno aperto il fuoco sugli altri occupanti del veicolo. Subito dopo hanno prelevato dal mezzo l’Ambasciatore Attanasio e il Carabiniere Iacovacci (probabilmente già feriti), presumibilmente al fine di rapirli e chiedere poi un riscatto in denaro.

A quel punto, un addetto alla sicurezza dell’Onu che viaggiava sulla seconda vettura (non attinta da proiettili) ha intavolato una trattativa con gli assalitori. Tuttavia vi sarebbe stato uno scontro a fuoco tra gli assalitori ed elementi appartenenti alle forze Rangers ed all’Esercito congolese.

L’ipotesi della rapina trova riscontro nel fatto che il personale e i mezzi della missione Monusco sono un target generalmente pagante.

Morte ambasciatore Attanasio in Congo: cosa non torna

luca attanasio foto

Come riporta Panorama, questi sono i lati oscuri da capire.

Un solo carabiniere scortava Attanasio

Non si capisce per esempio quanti altri uomini armati facevano da scorta ad Attanasio oltre al carabiniere ucciso. Probabilmente, oltre lui, non c’erano altri uomini a difendere Attanasio.

Veicolo non blindato

Un altro dettaglio poi confermerebbe le lacune nel sistema di sicurezza scelto per la missione. Le foto scattate sul luogo dell’agguato infatti mostrano il veicolo su cui viaggiavano i due italiani con i vetri rotti dai proiettili. La conferma visiva che si trattava quindi di un veicolo normale, non blindato. Una scelta,
quella di utilizzare un fuoristrada meno sicuro, che potrebbe essere stata fatale. Come del resto confermato da Claudio Moruzzi, Security Manager. Il quale poi aggiunge che le foto dell’agguato ricordano le tristi immagini dell’ambasciatore americano Christopher Stevens, ucciso nel 2012 a Bengasi. Proprio perché erano state sottovalutate le misure di protezione e sicurezza.

Polizia locale non conosceva spostamento ambasciatore ucciso in Congo

Infine, c’è la questione polizia congolese: l’assalto è avvenuto ad un centinaio di metri da una propria
stazione
. Le autorità militari locali hanno confermato di non sapere che l’ambasciatore si sarebbe spostato.

Ambasciatore italiano ucciso in Congo: il tweet misterioso

Infine, c’è anche un tweet misterioso pubblicato dal Ministero dell’Interno della Repubblica Democratica del Congo dopo la sua pubblicazione. Nel post si sosteneva che “l’azione delittuosa era specificamente diretta contro l’Ambasciatore italiano”.

Dunque, siamo di fronte ad uno dei soliti agguati che avvengono in certe realtà pericolose, oppure qualcuno ha voluto la morte di Attanasio? In Congo, all’interno delle stesse Nazioni Unite presenti lì o dall’Italia. Troppe volte matrigna coi suoi cittadini.

Noi occidentali in certi paesi da secoli facciamo il bello e il cattivo tempo. Proprio in Congo, il re del Belgio Leopoldo II ha compiuto atrocità delle quali ho parlato qui.

Luca Attanasio chi è

luca attanasio chi è

Come riporta La Stampa, Luca Attanasio aveva 43 anni. Cresciuto a Limbiate, si è laureato con lode all’Università Commerciale Luigi Bocconi (2001). Dopo un breve percorso professionale nella consulenza aziendale ed un Master in Politica Internazionale, intraprende la carriera diplomatica nel 2003. La quale peraltro è stata fulminea: direzione per gli Affari Economici, Ufficio sostegno alle imprese, poi alla segreteria della direzione generale per l’Africa. Successivamente è vice capo segreteria del sottosegretario di Stato con delega per l’Africa e la Cooperazione Internazionale (2004).

Ed ancora, capo dell’Ufficio Economico e Commerciale presso l’Ambasciata d’Italia a Berna (2006-2010) e console generale reggente a Casablanca, Marocco (2010-2013). Nel 2013 diventa Capo Segreteria della direzione generale per la mondializzazione e gli affari globali.

Nel 2015 torna nel Continente nero nelle vesti di consigliere presso l’ambasciata d’Italia in Abuja, Nigeria (2015). Dopo un paio di anni è capo missione a Kinshasa, Repubblica Democratica del Congo.

Dal 31 ottobre 2019 diventa Ambasciatore Straordinario Plenipotenziario del Congo e diventa anche presidente onorario dell’associazione Mama Sofia, fondata a Kinshasa dalla moglie Zakia Seddiki. Entrambi hanno ricevuto il Premio Nassirya per la Pace 2020.

Attanasio lascia la moglie Zakia e tre bimbe piccole.

Luca Scialò

Pubblicato da Luca Scialò

Sociologo, blogger, web writer. Amo il Cinema, l'Inter e ovviamente scrivere

Una risposta a “Ambasciatore italiano ucciso in Congo: i troppi dubbi e quel tweet misterioso”

  1. 1) Perché un ambasciatore in aree a rischio come il Congo non ha una scorta? Un carabiniere, pur se armato, non è una scorta.
    2) Si sarebbero potuti prendere contatti con la Polizia locale e organizzare tutti gli spostamenti con maggiore sicurezza. Forse non ci sono stati gli accordi (economici?).
    3) Se non era prevista la scorta, Il convoglio poteva viaggiare da solo e lui avrebbe potuto raggiungere la destinazione con altro mezzo più anonimo (ad es.).
    E’ noto in tutto il mondo che quelle aree sono fertile terreno per bande organizzate in cerca di denaro facile. Troppa leggerezza.

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