Amazon licenzia 100 mila dipendenti, ma a rischio è tutto il comparto tecnologico

Amazon licenzia 100 mila dipendenti, ma a rischio è tutto il comparto tecnologico

Il capitalismo non fa sconti. I profitti sono individuali, mentre le perdite devono essere collettive. Quindi, quando le cose vanno bene ad arricchirsi sono in pochi, mentre quando vanno male a pagare deve essere la massa. Il caso Amazon è solo l’ultimo e dovrebbero arrivarne altri che riguardano le Big Tech.

Amazon pronta a licenziare 100 mila dipendenti

Come riporta Il Giornale, nell’ultimo trimestre Amazon ha strappato applausi non solo per la crescita dei ricavi (vendite per 121,3 miliardi, +7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) e per le stime sul prossimo trimestre (125-130 di giro d’affari), ma anche perché lo sfoltimento degli organici.

Del resto, da quando il lockdown soft o hard nel Mondo è sostanzialmente finito, a differenza del fatturato nei negozi fisici (+12%), l’e-commerce ha subito un calo (-4%). Tuttavia, con tutto quello che ha guadagnato la piattaforma di Jeff Bezos tra il 2020 e il 2021, non dovrebbe essere un problema.

A pesare però è anche l’inflazione, frutto di una aggressiva politica dei tassi di interesse imposta dalla Federal Reserve, che non si vedeva dagli anni ’80. Se infatti da un lato ha messo più soldi nelle tasche degli americani, dall’altro ha portato un’esplosione dell’inflazione.

Non solo Amazon, a licenziare sarà tutto il settore Bug Tech

La bolla dei mercati azionari è esplosa da tempo e, a detta di diversi analisti, per una ripresa sostenuta probabilmente occorrerà attendere metà 2023. Il conto è già in corso e ha visto già bruciare 30mila posti di lavoro sul versante delle società tecnologiche.

Peloton ha già mandato a casa quest’anno 2.800 dipendenti. Robinhood, salita alla ribalta nella disputa per Gamestop fra i trader online e i fondi speculativi, ha ridotto in aprile del 9% i propri organici. Twitter ha tagliato in giugno del 30% il team acchiappa-talenti.

Nei prossimi anni dovrebbe toccare ad altri nomi eccellenti come Microsoft, Google, Netflix e Facebook. E cosa importa se i quadri manageriali si sono arricchiti. Scaricare la crisi sugli “inferiori” per dirla alla Fantozzi, è la cosa più semplice.

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