27 ANNI FA LA “STRAGE DI BOLOGNA”

27 ANNI FA LA “STRAGE DI BOLOGNA”

Il 2 agosto 1980, alle ore 10:25 , alla Stazione di Bologna, esplose una bomba nella sala d’aspetto di seconda classe, provocando il crollo di un’intera ala dell’edificio, oltre alla suddetta sala d’aspetto di seconda classe, quella di prima classe, il ristorante, l’accesso al sottopassaggio, gli uffici di archivio dell’amministrazione ferroviaria e della società che gestisce i servizi di ristoro . Inutile dire che il bilancio fu disastroso, anche in virtù del fatto che essendo avvenuto il 2 agosto, molti erano in partenza per le ferie o in arrivo per i vicini luoghi turistici: ben 85 morti, oltre 200 feriti, di cui una quarantina gravissimi. 

La prima ipotesi fu quella che fossero saltate per aria le caldaie della centrale termica, sistemata sotto le sale d’aspetto. Fu un’ipotesi non confortata da alcun dato. Ci vollero ore, tuttavia, prima di avere la smentita. Non c’erano sotterranei, sotto le sale d’aspetto della stazione. Non c’erano sale termiche, né cantine o magazzini. Tutta l’ala dell’edificio crollata poggiava su un terrapieno.<br />Per quasi un anno, l’inchiesta giudiziaria brancolò nel buio. Poi, con l’arresto effettuato dalla Digos di Roma, di Cristiano Fioravanti e Massimo Sparti, si avrà la svolta. Sparti accusò Valerio Fioravanti e Francesca Mambro di essere gli autori della strage. L’iter processuale dopo 5 sentenze, si concluse con la sentenza della Corte di Cassazione nel ’95: ergastolo per la Mambro e Valerio Fioravanti , 10 anni per depistaggio a Gelli e Pazienza, 8 anni e 5 mesi a Musumeci, 7 anni e un mese a Belmonte, per banda armata Cavallini e Giuliani (oltre agli stessi Fioravanti e la Mambro). Anche se, chi più, chi meno, ha avuto qualche espediente per alleggerire la pena.
In realtà, dalle sentenze emerge l’ intreccio che pesantemente aveva caratterizzato le stragi degli anni ’70, cioè la cooperazione tra terroristi (Mambro e Fioravanti) ed agenti del SISMI (Pazienza, Musumeci e Belmonte), l’attivismo tanto occulto, quanto presente della Loggia Massonica P2 , con una conferma della cooperazione tra gruppi eversivi di estrema destra e bande criminali locali, in particolare, in quel di Roma. 
L’iter processuale merita un ulteriore attenzione, anche perché oggi si sta svolgendo un dibattito molto acceso, tra chi ritiene ingiusta la condanna di Mambro e Fioravanti, in quanto mancherebbero evidenti prove della loro responsabilità di esecutori e chi, invece, ribadisce la loro colpevolezza, anche in virtù degli altri reati da loro commessi. Del resto, diversi esponenti di varie istituzioni, hanno anche conteso l’attribuibilità della strage alla matrice nera.
Il 27 giugno dello stesso anno vi era stato un altro attentato, al “DC9 Itavia”, in volo da Bologna a Palermo, che cadde tra l’isola di Ponza e l’isola di Ustica, causando la morte di 81 persone tra passeggeri ed equipaggio. Il caso è stato archiviato come un normale cedimento della struttura dell’aereo…In realtà si pensa anche in questo caso ad un attentato in correlazione con quello di Bologna di poco più di un mese dopo, o ad un missile americano che l’avrebbe colpito accidentalmente.


Stamattina, alle 9 i parenti e i familiari delle vittime sono stati ricevuti a Palazzo d’Accursio, nella sala del Consiglio comunale. Ad accoglierli il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati.
Il corteo commemorativo della strage è partito da piazza Nettuno intorno alle 9.30 di stamattina. Presenti alla commemorazione il segretario dei Ds, Piero Fassino, e a sorpresa, il presidente del Consiglio, Romano Prodi. Il premier è arrivato insieme al ministro del Lavoro, Cesare Damiano, e ha salutato Paolo Bolognesi, “Presidente dell’associazione familiari delle vittime”. Per Damiano solo qualche fischio e gli è andata bene pensando a quelli che riceveva l’ex Ministro della Giustizia Castelli (reo per la platea, di voler proporre l’amnistia all’allora Presidente della Repubblica Ciampi, per i due principali colpevoli, Mambro e Fioravanti). Ma credo che sarebbe andata diversamente, se fosse venuto l’attuale Ministro della Giustizia Mastella, che forse, proprio per questo, ha evitato di andarci.

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